ARTEMIS DANZA

DONIZETTI®. INTO A RAVE

Il delirio del grande compositore in tre atti, dove il reale e l’immaginario si mescolano nella forza di una danza intensa e travolgente

In collaborazione con: Comune di Bergamo | Teatro Sociale Stagione 2016-17

Ideazione coreografica, luci, scene e costumi Monica Casadei
Musiche Gaetano Donizetti
Musiche originali Luca Vianini, collettivo Knobs (Jodi Pedrali, Alessandro Cozzolino, Nicola Buttafuoco)
Elaborazione musicale Luca Vianini
Abiti Atelier Moki
Costumi-scultura Pastore e Bovina - Studio Elica
Fondale virtuale Ama+zonia (foresta) Fabian Albertini
Video Fabio Fiandrini
Installazione Missed flight (gabbie) Camilla Marinoni
Intagliatore ligneo per Donizetti Night Marino Angelo Rossi
Tecnico Paolo Gamper
Ripetitore Ambrose Laudani

Creato con e interpretato da Antonio Cornelj, Melissa Cosseta, Jessica D’Angelo, Roberta De Rosa, Lucas Monteiro Delfino, Andrea Dionisi, Samuel Moretti, Angela Valeria Russo, Emanuele Serrecchia, Filippo Stabile, Davide Tagliavini, Francesca Linnea Ugolini

Organizzazione e promozione Cristina Basoni, Giacomo Casadei, Maria Chiara Freschi, Elisa Orlandi, Patrizia Pasquali, Giulia Taddeo

Produzione Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei
Coproduzione Festival Danza Estate e Fondazione Donizetti di Bergamo
Con il contributo di Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,
Regione Emilia Romagna-Assessorato alla Cultura

Si ringraziano gli artisti della città di Bergamo che hanno collaborato progetto e le scuole di danza che hanno partecipato al laboratorio “Anime di Artemis – Il territorio in scena”: Addiction School, C.S.C Anymore, Modern Ballet, Attitude, Liceo Coreutico, Oltre la Danza

 

PRIMA NAZIONALE

22 giugno 2017, ore 21.00
Teatro Sociale

Biglietti: intero € 18,00 | ridotto € 15,00 | *speciale giovani e danza € 10,00

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Spettacolo in tre deliri
Delirio I Anna Bolena
Delirio 2 Lucia di Lammermoor
Delirio 3 Pazzi per progetto

DONIZETTI® into a RAVE. È l’ultimo capitolo del progetto “Corpo d’Opera” dedicato alle figure femminili del melodramma.
Protagonista assoluto della creazione è il delirio, etimologicamente “uscire dal solco, dal tracciato, perdere la retta via della ragione”. È quello stato d’animo dove accadimenti più grandi di noi ci travolgono, irrompono violentemente nella nostra vita e non siamo pronti a integrare e sopportare. Uno stato confusionale e un disorientamento spazio-temporale che ci impedisce di agire e vivere. L’esistenza diventa troppo complessa, pressante, minacciosa e ci rende impotenti. La mente allora viene invasa da fantasmi, pensieri negativi, paure e allucinazioni. Questo è il dramma vissuto dai protagonisti dell’intera piéce, delineata su una drammaturgia tripartita con un incontrollato momento collettivo centrale incastonato tra due potenti assoli femminili.

Una scena minimale, rarefatta avvolge il Delirio I Anna Bolena. All’origine, l’eroina donizettiana è vittima innocente e disarmata dei complotti e delle accuse di adulterio del consorte Enrico VIII, dei rimpianti e rimorsi per il suo primo amore mai dimenticato e dello struggimento per l’ingiusto supplizio del fratello. Anna Bolena è qui una donna oppressa e inerme che fluttua in uno spazio sospeso, sommerso da visioni che travolgono la sua coscienza, catturate dal video di Fabio Fiandrini e dalle sculture di Pastore Bovina.

Tragicomico, ironico, eccessivo, è invece il mondo di Delirio II Pazzi per progetto. La vicenda è ambientata in un manicomio dove i personaggi si fingono pazzi per scoprire i tradimenti dei propri consorti e trasformano la follia in un gioco di specchi.
L’intreccio dà accesso ad un frenetico carosello coreografico di inganni ed equivoci in cui personaggi stralunati si avvicendano in una girandola che spazia da euforici giochi infantili a grottesche lotte simil-sumo. Un mondo rovesciato in cui non si sa più chi è pazzo e chi non lo è. I personaggi vengono costantemente travolti e cercano di trasformare ogni situazioni in modo rocambolesco fino all’esaurimento. L’irruzione della musica elettronica di Luca Vianini e del collettivo Knobs nella partitura lirica amplifica quest’atmosfera da elettroshock delirante.

Una foresta insanguinata tratta dal libro “Ama+zonia” di Fabiana Albertini accoglie il Delirio III Lucia di Lammermoor. Lucia è vittima e carnefice, a cui è proibito il vero amore per intrighi politici; in preda allo sgomento, toglie la vita prima allo sposo imposto da nozze forzate e poi, ormai pazza di dolore, a se stessa.
Il suo mondo si popola di immagini inquietanti e redivive; energie indomite e imprevedibili confondono il suo animo in balia di una forza cruda e inarrestabile.

 

Compagnia Artemis Danza/Monica Casadei
Nel 1994 Monica Casadei fonda in Francia la Compagnia Artemis Danza, con la quale si trasferisce in Italia nel 1997. Dal 1998 al 2007 la compagnia ha sede al Teatro Due – Teatro Stabile di Parma e Reggio Emilia e da maggio 2014 al Teatro Comunale di Bologna.
Ad oggi Artemis Danza ha messo in scena più di trenta creazioni, che vanno da spettacoli di danza contemporanea a coreografie per spettacoli teatrali e opere. Artemis Danza supporta inoltre il lavoro di giovani coreografi e promuove iniziative educazionali come workshop professionali e conferenze teoriche.
Dal 2005 Artemis Danza è impegnata in “Artemis Incontra Culture Altre”, un progetto di residenze artistiche e tour internazionali che danno vita a performance, workshop, pubblicazioni, report ed esibizioni.
Artemis Danza si concentra anche su “Corpo d’Opera”, un progetto di reinterpretazione coreografica del repertorio d’opera, mettendo in primo piano la figura femminile. Alcune delle produzioni principali che la compagnia ha messo in scena negli ultimi anni, come “Traviata”, “Tosca” e “Carmen K”, hanno origine da “Corpo d’Opera”.
Compagnia Artemis Danza è sostenuta dal Ministero per i Beni e le attività culturali e da Regione Emilia Romagna; molti dei progetti internazionali sono sostenuti da Ministero degli Affari Esteri e da Regione Emilia Romagna – Dipartimento della Cultura e della Cultura in Europa.
Nel 2007 Artemis Danza diventa membro del “WDA – World Dance Alliance Europe” sotto l’egida di “IDC – ITI Unesco”.

 

 

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